Il sodalizio tra Nalini e l' ex ciclista professionista con ben 54 vittorie in carriera, ex commissario tecnico della Nazionale Italiana di Ciclismo su Strada, prosegue a vele spiegate, dopo il successo della capsule collection a suo nome. In questa intervista abbiamo voluto fare il punto sul “qui e ora” e scoprire i suoi progetti futuri: dal Jova Giro, ancora in corso, all’appuntamento con gli appassionati all’International Bike Festival di Misano, in programma dal 4 al 6 settembre 2026.
La migliore giornata vissuta durante il Jova Giro? Un aneddoto da raccontare.
È difficile sceglierne una, perché è stato un viaggio davvero particolare, fatto di tantissimi chilometri ma soprattutto di persone, luoghi e situazioni che porterò con me. Se devo scegliere, più che una singola giornata direi che il ricordo più bello è stato vedere Lorenzo (Jovanotti - ndr) ogni mattina salire in bici con lo stesso entusiasmo, indipendentemente dai chilometri e dalla fatica del giorno prima. Io vengo dal ciclismo professionistico, dove la bici è stata il mio lavoro per una vita, e ritrovarmi a viverla in questo modo, senza cronometro e senza risultato, attraversando l’Italia insieme a lui e a un gruppo straordinario, mi ha fatto riscoprire un lato della bici che forse avevo un po’ dimenticato. E poi con Jova l’aneddoto è sempre dietro l’angolo: parti pensando di fare semplicemente una tappa e non sai mai cosa succederà prima di arrivare!
Come procede il rapporto con Nalini?
Il rapporto con Nalini procede molto bene e si sta consolidando sempre di più. È un’azienda italiana che conosce il ciclismo e la sua storia, e per me questo ha un valore importante. Quello che apprezzo maggiormente è il confronto diretto: non mi sento semplicemente un ambassador che utilizza un prodotto, ma una persona che può dare il proprio contributo attraverso l’esperienza maturata in tanti anni di ciclismo. La collaborazione sulla capsule Benna ne è un esempio concreto e mi piacerebbe che questo percorso continuasse a crescere.
Cosa ne pensi di Nalini Aerobag bibshort? Parliamo di sicurezza in bici.
L’Aerobag è un prodotto che trovo molto interessante perché porta un concetto di sicurezza concreto all’interno di un capo tecnico che utilizziamo normalmente. Per chi passa tante ore sulla bici, professionista o amatore, la caduta purtroppo è una possibilità che fa parte del gioco e tutto ciò che può contribuire a limitarne le conseguenze rappresenta un passo avanti importante.
Più in generale credo che oggi sulla sicurezza in bici ci sia ancora tantissimo da fare. La tecnologia può aiutarci molto, ma deve andare di pari passo con il rispetto reciproco sulla strada e con una maggiore cultura della convivenza tra ciclisti e automobilisti. Chi è in bicicletta rimane sempre l'utente più vulnerabile.
Progetti futuri: qualche spoiler?
Qualcosa bolle in pentola… Dopo tanti anni vissuti nel ciclismo prima da corridore e poi con ruoli diversi, sento sempre di più il desiderio di mettere la mia esperienza a disposizione di progetti nei quali possa avere un ruolo concreto. Ci sono alcune cose interessanti sulle quali sto lavorando, legate ovviamente al mondo della bici ma non soltanto all’aspetto agonistico. Per il momento però non posso dire molto di più. Diciamo che il 2027 potrebbe riservare qualche bella novità.
Ci vediamo a IBF 2026?
Assolutamente sì. IBF è ormai un appuntamento importante per tutto il mondo della bicicletta e sarà anche una bella occasione per incontrare tante persone che condividono la nostra stessa passione. Ci vediamo lì, naturalmente anche insieme a Nalini. E magari a IBF qualche piccolo spoiler in più riusciremo a raccontarlo!
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