5800 chilometri, 55.000 metri di dislivello, 10 nazioni da attraversare: Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania, Grecia, Macedonia del Nord, Bulgaria, Romania e Serbia.
Questi i numeri della nuova impresa di Alex Mucci: il Tour dei Balcani in solitaria, rigorosamente vestito Nalini e in sella alla sua bici.
Siamo a metà dell'opera. Alex è partito alla Vigilia di Natale dalla tua Torino. Prima del vero viaggio, ancora numeri: 5 ore di treno, prima foratura a Treviglio e tanta, tanta pioggia.
Chiediamogli com'è andata fino a questo punto e quanto manca alla fine di questa avventura.
In questo momento sono ad Atene, a poco più di metà del viaggio. Dalla partenza ho percorso in ordine: Slovenia, Croazia, Bosnia (il tratto di 15 km costiero), Montenegro, Albania e Grecia. Sono arrivato a Patrasso e ho affrontato tutto il giro della Penisola del Peloponneso e ora sono ad Atene. Circa 2850 km in 36 giorni con 3 giorni di riposo.
Cosa ti ha spinto ad affrontare questa impresa, dopo l’intensa esperienza del giro della Penisola Iberica?
Partire per un viaggio del genere ha sicuramente tante ragioni, ma la prima su tutte
è quella di mettere in discussione il mio concetto di normalità, percorrendo strade e luoghi a me sconosciuti. Inoltre questo tipo di viaggio in cui l’incertezza è all’ordine del giorno mi permette di trovare soluzioni anche dove all’apparenza soluzioni non sembra ce ne siano e mi permette di crescere come persona e come professionista anche in ambito lavorativo. Ultimo ma non per importanza, il viaggio serve per ribadire il mio impegno nella divulgazione sulla ricerca contro il cancro che portiamo avanti da 7 anni con il progetto con Airc, Pedalando per la Ricerca.
Cosa ti ha sorpreso dei paesi attraversati in bici?
Sono rimasto stupito in generale dalla gentilezza e dall’accoglienza delle popolazioni della Grecia. Ovunque vada, da quando sono in Grecia trovo persone super gentili e disponibili in tutto, dal tassista che mi carica in macchina per attraversare un tunnel vietato alle bici, senza volere nulla in cambio, alla coppia a cui ho chiesto del prodotto per il bucato, alle persone che mi hanno aiutato a trovare dove dormire un giorno nel sud del Peloponneso, dove, causa alluvione, l’airbnb di quella notte non potevo ospitarmi. Ovunque vado sono davvero premurosi e disponibili ad offrirmi un aiuto per il viaggio.
Come ti ha equipaggiato Nalini e quali sono le tue valutazioni?
Nalini mi ha fornito, come ogni anno, il giusto abbigliamento per affrontare questa ennesima avventura. Nello specifico ho con me la New Warm Jacket, la Warm MeshJersey, la Commuter Jacket abbinata al pantalone commuter, la Breva Jacket e poi ovviamente manicotti, gambali, guanti, copriscarpe e 2 maglie termiche, oltre ai 3 fondelli con pantalone corto casual. Ho pochi capi con me ma che posso adattare ed usare perfettamente sia in bici che casual nel tempo libero e sono di estrema importanza perché ogni kg di peso in più sulla bici mi rallenta e mi fa faticare di più ed in un viaggio così lungo devo evitare tutto questo. Viste le condizioni proibitive che ho già affrontato tra pioggia ed anche neve un giorno direi che il test è superato a pieni voti.
Il viaggio continua…
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